Solo remake e sequel, la produzione di anime è cambiata? | Akai Manga

Solo remake e sequel, la produzione di anime è cambiata?



Solo remake e sequel, la produzione di anime è cambiata?
Mag
18

Solo remake e sequel, la produzione di anime è cambiata?

Fino a qualche giorno fa mi scervellavo pensando a quale articolo interessante potessi scrivere. Sul mondo degli anime e manga ci sono tante cose che mi passano per la testa ma una in particolare mi gira da qualche anno: “Perchè gli studi di animazione non fanno più serie da 100 o più episodi continui?“. Pochi giorni fa, Jitendar, uno staffer del sito web di news inglese ANN, si è posto la stessa domanda.

 

Nell’articolo, Jitendar spiega come vede l’industria dell’anime, un’industria che rilascia di continuo remake o sequel e di come 15 anni fa sembrava tutto nuovo e originale, chiedendosi se è lui che vede il passato come migliore rispetto al presente, se è questione di nostalgia, o se l’industria degli anime è davvero cambiata.

Io personalmente seguo il mondo degli anime da quasi 10 anni, escludendo ovviamente quelli visti in televisione da ragazzino. Partendo da One Piece, Naruto o il “classico” Death Note, ho notato poi che molti anime “big” avevano una conclusione fittizia, senza un vero finale. Tra i più famosi ci sono sicuramente Bleach e KHR (Katekyo Hitman Reborn) anime da 200 o 300 episodi la quale fine non è mai stata vista in versione anime. Dal mio punto di vista, una cosa certa è il fattore nostalgia. Quasi tutti ricordiamo com’era agli inizi, gli anime sembravano tutti belli, interessanti e con una trama fatta veramente bene, mentre ora la maggior parte delle serie ci sembrano cose già viste, piene di cliché e senza una trama particolare. Questi ricordi rendono lecita -ma non esattamente corretta- l’affermazione “Gli anime erano meglio prima” (affermazione a cui vorrei dedicare un articolo).

 

L’articolo continua dicendo poi: La verità è che il Giappone ha sempre provato a trovare e portare avanti i franchise di successo fino alla loro morte. C’è stato Dragon Ball, poi Dragon Ball Z, seguito da Dragon Ball GT, una serie di speciali, OAV e film, tutti precedenti al 2000. Sailor Moon ha avuto Sailor Moon R, Sailor Moon S, Sailor Moon Super S, film, e persino il manga era un sequel del precedente Codename: Sailor V. Project A-Ko aveva 3 sequel diretti e un OAV diviso in due parti. Kimagure Orange Road ha avuto OAV e un film, seguito dal sequel del film anni dopo. Patlabor ha avuto un OAV, una serie tv, due film, poi un’altra serie di OAV, e un terzo film anni dopo. Ci sono stati due film separati, un paio di OAV one-shot, e una serie tv del Phoenix di Osamu Tezuka, Elf wo Karu Mono-tachi, Mashin Hero Wataru, Gundam, I Cavalieri dello Zodiaco, e molti altri. L’elenco dei franchise che hanno avuto un sequel o spin-off attaccati anni dopo va avanti senza fine, anche se la ricerca si limita alle serie antecedenti al 2000.

 

Il modo in cui gli anime vengono prodotti oggi –principalemente come serie anime da 12/13 episodi– rende più ovvia la pubblicazione di un sequel, anche se la serie è stata pensata con vari sequel fin dall’inizio. Prendendo la serie My Hero Academia (Boku no Hero Academia), la serie avrà almeno quattro serie, ma se questa fosse stata realizzata 15 anni fa, probabilmente sarebbe stata una di quelle serie da 100 o più episodi, senza interruzioni e con un sacco di filler. Il risultato finale probabilmente sarebbe stato una serie con una qualità inferiore, ma continua (probabilmente senza cambi di staff o studio di animazione). Un altro esempio è L’Attacco dei Giganti o One-Punch Man. Una serie come Toriko, anime da 147 episodi del 2011, oggi sarebbe stata suddivisa in almeno 3-4 serie. Ciò che ha reso il tutto difficile da notare anni fa, specialmente da fan novizi, è che prima dell’era del simulcast, non avevamo nuove serie giornaliere in contemporanea col Giappone. Anzi, alcune delle serie probabilmente non sarebbero mai state esportate, mentre altre sarebbero giunte a noi così in “ritardo” da avere già sequel, cosa che farebbe sembrare le serie, un unico anime senza interruzioni.

I reboots (nuove edizioni con nuovi elementi e alcuni cambiamenti), sebbene molto meno comuni, sono sempre esistiti nel mondo degli anime. Un sacco di vecchi franchise sono stati rispolverati in forma di film negli anni ’90 (vedi Kimba – La leggenda del leone bianco, Marco dagli Appennini). Avvolte anche i titani della storia degli anime hanno avuto un reboot (Cyborg 009, Astro Boy). Man mano che i mangaka diventano famosi e conosciuti, possono fare pressioni per ottenere nuove produzioni nel caso in cui non fossero soddisfatti dai precedenti adattamenti. Gli studi di animazioni sono sempre in continuo miglioramento e le serie passate iniziano a diventare “brutte” da un punto di vista grafico e di animazioni, rendendo inevitabile il rinnovamento di alcune serie con tecniche di animazione moderne.

 

Tirando le somme, è vero che le condizioni del mercato sono leggermente cambiate per suddividere le serie lunghe in serie più brevi con sequel, ma è anche vero che adesso noi fan occidentali abbiamo gli strumenti per essere sempre aggiornati riguardo le serie in uscita, quindi il mercato generale non è cambiato molto. Il Giappone, come Hollywood, adora un buon sequel perchè è facile da commercializzare per guadagnare un sacco di soldi.

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Kuro

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"Non puoi fuggire via" è un ideale per i forti. Tu non sei sempre nel torto. La società, il mondo, le persone intorno a te...spesso qualcun altro è nel torto. Pensare di poter cambiare è adattarsi a questo crudele, indifferente, spazzatura di mondo. È ammettere la sconfitta e il servilismo. Ti stai semplicemente ingannando mascherandolo con belle parole... [Hikigaya Hachiman]

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